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06.22.08 2008-06-22 VENICE: Heineken Jammin Festival / Sting e Alanis tra rock e tifo...
Sting e Alanis tra rock e tifo...
Le due superstar hanno chiuso la kermesse veneziana. Entusiasmo dei fan per l'ultimo "giro di valzer" italiano dei Police
Venezia, 23 giugno 2008- "No, oggi 'Holiday in Spain' non possiamo proprio cantarla". Ieri all'Heineken Jammin' Festival il primo accenno ad una serata molto speciale è arrivato metà pomeriggio per bocca del cantante Adam Duritz, lesto a depennare dalla scaletta dei Counting Crows la canzone che avrebbe potuto suonare come una provocazione alle orecchie del pubblico in attesa che le immagini di Italia-Spagna irrompessero sui maxischermi del palco addossato al panorama riarso dal sole di una Venezia rosseggiante.
Poi, è stata la volta di Baustelle, Stereophonics, Alanis Morissette, e finalmente degli Azzurri. A seguire i Police, arrivati attorno alle 20 (ma si trovavano in città dalla sera precedente, Copeland e Summers arrivati con volo privato da Belfast, mentre Sting da Bologna dove era intervenuto come testimone al matrimonio del flautista Andrea Griminelli) e subito chiusi in camerino dotato di televisore al plasma. Poi avrebbero celebrato il loro addio, si scioglieranno in agosto (senza troppi rimpianti, ma 200 milioni di dollari in più sul conto corrente) dopo l'ultimo valzer al Madison Square Garden di New York. Un viaggio in bilico tra 'Message in a bottle' e 'De doo doo doo de daa daa daa', tra 'Roxanne' e 'King of pain' senza nostalgia, ma la voglia di cavalcare ancora un po' l'onda di un passato che non passa.
Due ore prima, mentre a Vienna risuonava già l'inno di Mameli, Alanis Morissette sembrava non volerla smettere più di cantare la sua 'Thank you' incurante dei tricolori al vento e delle mani che la salutavano con trepidante insistenza. Alla fine la diretta è cominciata con otto minuti di ritardo. D'altronde valla a spiegare la passione per il calcio ai canadesi. Alanis ha traversato le inquietudini del suo ultimo album 'Flavors of entanglement', senza tralasciare 'Han in pocket', 'Ironic' o 'You oughta know'.
Sul palco di una tra le più fortunate edizioni della Woodstock della birra buon succeso pure per i Baustelle, che il 4 luglio apriranno pure il concertone di Ligabue al 'Meazza' di Milano e il 25 interverranno al Festival Gaber di Viareggio.
"Per noi che veniamo dai club e siamo abituati a suonare per un pubblico tutto nostro, dover conquistare la platea di un festival è stata un bella impresa" spiega il chitarrista della band toscana Francesco Bianconi. "Su un palco grande come quello di Venezia, davanti al mare di facce, abbiamo scoperto che l'unica soluzione per rimanere calmi è non guardare giù". Alla Cittadella del Carnevale di Viareggio le cose andranno un po' meglio. "Canteremo 'Latte 70', un pezzo di culto del repertorio gaberiano attinto dall'album 'I borghesi' che segna il passaggio dalla musica leggera al teatro-canzone".
E ora il Jammin' guarda avanti, pensando già alla prossima edizione. "Il nostro obiettivo -- spiega Roberto De Luca, organizzatore della rassegna -- è far sì che la gente venga a questo Festival indipendentemente dalla musica". Massimo Venturini, presidente della municipalità di Mestre, sogna U2 e Zeppelin, ma il gruppo di Bono non fa festival e quello di Plant rimane il sogno proibito dell'intero empireo rock. Più probabile l'arrivo degli Ac/Dc, se decideranno di agganciare qualche data estiva al tour che tra gennaio e febbraio li vedrà transitare nei palasport.
© Quotidiano.net di Andrea Spinelli
Le due superstar hanno chiuso la kermesse veneziana. Entusiasmo dei fan per l'ultimo "giro di valzer" italiano dei Police
Venezia, 23 giugno 2008- "No, oggi 'Holiday in Spain' non possiamo proprio cantarla". Ieri all'Heineken Jammin' Festival il primo accenno ad una serata molto speciale è arrivato metà pomeriggio per bocca del cantante Adam Duritz, lesto a depennare dalla scaletta dei Counting Crows la canzone che avrebbe potuto suonare come una provocazione alle orecchie del pubblico in attesa che le immagini di Italia-Spagna irrompessero sui maxischermi del palco addossato al panorama riarso dal sole di una Venezia rosseggiante.
Poi, è stata la volta di Baustelle, Stereophonics, Alanis Morissette, e finalmente degli Azzurri. A seguire i Police, arrivati attorno alle 20 (ma si trovavano in città dalla sera precedente, Copeland e Summers arrivati con volo privato da Belfast, mentre Sting da Bologna dove era intervenuto come testimone al matrimonio del flautista Andrea Griminelli) e subito chiusi in camerino dotato di televisore al plasma. Poi avrebbero celebrato il loro addio, si scioglieranno in agosto (senza troppi rimpianti, ma 200 milioni di dollari in più sul conto corrente) dopo l'ultimo valzer al Madison Square Garden di New York. Un viaggio in bilico tra 'Message in a bottle' e 'De doo doo doo de daa daa daa', tra 'Roxanne' e 'King of pain' senza nostalgia, ma la voglia di cavalcare ancora un po' l'onda di un passato che non passa.
Due ore prima, mentre a Vienna risuonava già l'inno di Mameli, Alanis Morissette sembrava non volerla smettere più di cantare la sua 'Thank you' incurante dei tricolori al vento e delle mani che la salutavano con trepidante insistenza. Alla fine la diretta è cominciata con otto minuti di ritardo. D'altronde valla a spiegare la passione per il calcio ai canadesi. Alanis ha traversato le inquietudini del suo ultimo album 'Flavors of entanglement', senza tralasciare 'Han in pocket', 'Ironic' o 'You oughta know'.
Sul palco di una tra le più fortunate edizioni della Woodstock della birra buon succeso pure per i Baustelle, che il 4 luglio apriranno pure il concertone di Ligabue al 'Meazza' di Milano e il 25 interverranno al Festival Gaber di Viareggio.
"Per noi che veniamo dai club e siamo abituati a suonare per un pubblico tutto nostro, dover conquistare la platea di un festival è stata un bella impresa" spiega il chitarrista della band toscana Francesco Bianconi. "Su un palco grande come quello di Venezia, davanti al mare di facce, abbiamo scoperto che l'unica soluzione per rimanere calmi è non guardare giù". Alla Cittadella del Carnevale di Viareggio le cose andranno un po' meglio. "Canteremo 'Latte 70', un pezzo di culto del repertorio gaberiano attinto dall'album 'I borghesi' che segna il passaggio dalla musica leggera al teatro-canzone".
E ora il Jammin' guarda avanti, pensando già alla prossima edizione. "Il nostro obiettivo -- spiega Roberto De Luca, organizzatore della rassegna -- è far sì che la gente venga a questo Festival indipendentemente dalla musica". Massimo Venturini, presidente della municipalità di Mestre, sogna U2 e Zeppelin, ma il gruppo di Bono non fa festival e quello di Plant rimane il sogno proibito dell'intero empireo rock. Più probabile l'arrivo degli Ac/Dc, se decideranno di agganciare qualche data estiva al tour che tra gennaio e febbraio li vedrà transitare nei palasport.
© Quotidiano.net di Andrea Spinelli
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