| Show Date | 2008-06-22 |
| Location | Venice |
| Venue | Heineken Jammin Festival |
| Tour | The Police Reunion Tour 2007/08 |
2008-06-22 VENICE: Heineken Jammin Festival / I Police all'Heineken Jammin' Festival...
Setlist
| 01 | Message In A Bottle |
| 01 | Walking On The Moon |
| 02 | Demolition Man |
| 03 | Voices Inside My Head |
| 04 | When The World Is Running Down |
| 05 | Don't Stand So Close To Me |
| 06 | Driven To Tears |
| 07 | Hole In My Life |
| 08 | Every Little Thing She Does Is Magic |
| 09 | Wrapped Around Your Finger |
| 10 | De Do Do Do, De Da Da Da |
| 11 | Invisible Sun |
| 12 | Can't Stand Losing You |
| 13 | Roxanne |
| 14 | King Of Pain |
| 15 | So Lonely |
| 16 | Every Breath You Take |
| 17 | Next To You |
I Police all'Heineken Jammin' Festival...
Non si respirava certo l'aria della disfatta all'Heineken Jammin'Festival dopo la sconfitta dell'Italia ai rigori contro la Spagna. I 25mila del parco San Giuliano sono stati prontissimi ad accogliere i Police che chiamati a chiudere il Festival sono saliti sul palco pochi minuti dopo la fine della partita.
"Mi dispiace per l'Italia", ha detto Sting che si è presentato sul palco con la barba e che ha parlato spesso in italiano rivolto al pubblico (da anni ha una casa in Toscana). Da quanto annunciato questo è l'ultimo concerto del trio in Italia: dopo questo tour che ha fatto incassi record in tutto il mondo Sting, Andy Summer e Stewart Copeland andranno di nuovo ognuno per la sua strada, visto che i rapporti non sono mai migliorati tanto che la riunione non ha generato alcun materiale nuovo.
Sul palco naturalmente i tre si muovono con una sicurezza rara, ognuno è un musicista di altissimo livello, Copeland in particolare è uno dei batteristi più originali della scena mondiale e in più hanno un repertorio di canzoni che hanno venduto milioni di copie e che continuano ad essere nel cuore del pubblico. 'Message in a bottle', 'Walking on the Moon', 'Don't stand so close to me', 'Driven to tears', 'Demolition Man', 'Every little thing she does is magic', 'Do Do Do Da Da Da', 'Every Breath you take', 'Roxanne', sono alcuni dei pezzi più famosi di questo concerto che è un vero e proprio greatest hits dal vivo.
Sting, che suonava il vecchio basso Fender dei tempi dei Police, è un cantante impeccabile e un performer di grande classe. Andy Summer un chitarrista perfetto nelle parti d'assieme ma un po' freddo come solista, Stewart Copeland è semplicemente uno spettacolo nello spettacolo. Quello che manca è la vera emozione, i tre hanno un'intesa perfetta musicalmente ma umanamente appaiono un po' distanti tra loro e la freddezza di rapporti, resi difficili da reciproci rancori, si riflettono sulla musica, nonostante canzoni memorabili.
Il concerto dei Police manda così in archivio l'11/ma edizione dell'Heineken Jammin' Festival, l'edizione del riscatto dopo la tromba d'aria dell'anno scorso. Gli organizzatori sono già al lavoro per il prossimo anno.
© La Nuova di Venezia
2008-06-22 VENICE: Heineken Jammin Festival / Heineken Festival, i Police chiudono - e consolano 22 mila tifosi delusi...
Heineken Festival, i Police chiudono - e consolano 22 mila tifosi delusi...
"Mi dispiace, Italia, mi dispiace" dice Sting in italiano dopo l'attacco di 'Message in a bottle'. Compassione: è l'unica cosa che si sente di poter proporre a una platea disperata di oltre ventiduemila spettatori che ha appena visto naufragare la propria squadra agli europei sui maxischermi dell'Heineken Jammin Festival. Sono le 23.30 e si può suonare, nonostante i tempi supplementari, nonostante i rigori, nonostante il cuore dica altro e non ci sia neanche troppa voglia di dimenticare. E i Police suonano, come da un anno a questa parte in questo tour mondiale che li ha visti tornare assieme sulla scena anche senza un nuovo disco né nuove canzoni e imporli di nuovo all'attenzione del pubblico.
Sting si è lasciato crescere la barba, inevitabilmente bianca, e forse per questo oggi dimostra i suoi 56 anni. Rispetto al concerto di Torino quando si erano ripresentati per la prima volta in Italia, sembra dettare in maniera molto più decisa i tempi al gruppo. Non ci fossero la sua voce e il suo basso, ci si potrebbe andare a perdere chissà dove con le variazioni alla chitarra di Andy Summers, 65 anni, che nel frattempo ha preso qualche chilo, e di Stewart Copeland, 55 anni, che nonostante la fama di metronomo non disdegna la fioritura ritmica tra la batteria e il suo set di percussioni. Un necessario tira e molla che toglie però un po' di fuoco e di cuore alla loro esibizione, ne mette in luce le qualità tecniche ma soprattutto si regge sulla capacità delle loro canzoni di resistere alla prova del tempo.
La scena è rigorosa, come usava all'alba del rock, soltanto loro tre e gli amplificatori che quasi si perdono sull'enorme palco principale al Parco San Giuliano. Si ascoltano 'Walking on the moon', 'Demolition man', 'When the world is running down...', 'Don't stand so close' che Sting introduce ancora parlando in italiano e dice di aver scritto per ricordare il suo passato di insegnante. Poi ecco 'Driven To Tears', schegge da quei dieci anni di storia del rock che dimostrano che anche il punk poteva avere un'anima, e trovare uno spiraglio di luce grazie al tempo in levare del reggae. Il pubblico apprezza 'Every Little Thing She Does Is Magic', 'Invisible sun' poi 'Can't stand losing you' per il sottofinale. La ripresa con 'Roxanne' nei bis con, tra le altre, 'Every breath you take' e 'So lonely'.
Nel pomeriggio il palco dell'Heineken Jammin Festival aveva visto gli show dei Baustelle, dei Counting Crows, il bellissimo set degli Stereophonics, e prima dei Police era salita Alanis Morissette con un concerto stranamente poco centrato sul suo nuovo album 'Flavors of entanglement'. La scaletta è invece bilanciata tra i nuovi pezzi e i brani di quello che è stato il maggior successo di sempre della cantautrice canadese, ovvero 'Jagged little pill', il suo terzo disco che nel 1995 la impose come superstar a livello internazionale, 69 settimane consecutive tra i primi dieci dischi in classifica e una serie di importanti riconoscimenti, compresi canzone e disco dell'anno. Da lì arrivano 'You Oughta know', 'Ironic', 'All i really want', 'Perfect', 'You learn', 'Hand in my pocket' che si ascoltano tutte nel nuovo live della Morissette. Uno show applaudito, molto apprezzato dal pubblico che ha cantato in coro vari brani. Ma la partita incombeva e la Morissette, che ha sforato di otto minuti, poco poteva resistere di fronte alla pressione di quelle bandiere tricolore sventolati dalla platea. Poi è andata com'è andata.
L'Heineken si chiude invece con un sostanziale pareggio, poco sotto in termini di bilancio tra soldi spesi (5 milioni per allestimento e cachet artisti) e soldi guadagnati con i biglietti (4 milioni e 800 mila euro). Ma poi, certo, si faranno i conti degli euro macinati dalla macchina del festival, tra birre vendute e punti di ristoro. Non sono arrivati i numeri che ci si aspettava, ci si è fermati a 115 mila spettatori complessivi quando si sperava almeno in 130 mila. A raddrizzare le cose ci ha pensato ancora una volta Vasco: se non fosse stato per lui la seconda giornata si sarebbe messa male. L'appuntamento è al prossimo anno.
© La Republica by Carlo Moretti
2008-06-22 VENICE: Heineken Jammin Festival / Police consolano il popolo azzurro - Jammin'Festival, finale in grande stile...
Police consolano il popolo azzurro - Jammin'Festival, finale in grande stile...
Consolazione in musica dopo la delusione azzurra. I Police hanno tirato su il morale dei tifosi italiani riuniti domenica sera all'Heineken Jammin'Festival e rimasti delusi dopo la sconfitta ai rigori della Nazionale. ''Mi dispiace per l'Italia'', ha detto dal palco Sting, prima di dar via allo show. Il trio ha aperto con "Message in the Bottle", seguita da "Walkin' on the Moon". Un finale col botto per la festa della musica, nonostante la cocente delusione per l'addio a Euro 2008.
25mila del parco San Giuliano hanno archiviato in fretta la sconfitta, accogliendo tra gli applausi i Police, saliti sul palco pochi minuti dopo la fine della partita. Sting, barba incolta e italiano piuttosto fluido, ha espresso la sua solidarietà al popolo azzurro, prima di cominciare l'ultima esibizione della band in Italia.
Dopo questo tour che ha fatto incassi record in tutto il mondo, Sting, Andy Summer e Stewart Copeland andranno di nuovo ognuno per la sua strada, visto che i rapporti non sono mai migliorati e che il sodalizio non ha prodotto nuovi brani. Nonostante qualche scaramuccia personale, i tre sul palco si sono mossi con una sicurezza rara, esprimendo musica ad altissimo livello.
Copeland si è confermato uno dei batteristi più originali della scena mondiale. Sting, che suonava il vecchio basso Fender dei tempi dei Police, è stato impeccabile. Andy Summer è stato un chitarrista perfetto Il loro repertorio di canzoni è vasto e ha permesso al gruppo di vendere milioni di copie. I Police hanno conquistato i fan coi loro pezzi migliori: "Message in a bottle", "Walking on the Moon", "Don't stand so close to me", "Driven to tears", "Demolition Man", "Every little thing she does is magic", "Do Do Do Da Da Da", "Every Breath you take" e "Roxanne", per un vero e proprio Greatest hits dal vivo.
L'intesa musicale alle stelle non ha eliminato al percezione di una sorta di distanza umana tra i tre artisti. La loro performance è stata comunque convincete, abbastanza per cancellare la tristezza della sconfitta azzurra e per chiudere in grande stile l'undicesima edizione dell'Heineken Jammin' Festival.
© TGCOM
2008-06-22 VENICE: Heineken Jammin Festival / Sting e Alanis tra rock e tifo...
Sting e Alanis tra rock e tifo...
Le due superstar hanno chiuso la kermesse veneziana. Entusiasmo dei fan per l'ultimo "giro di valzer" italiano dei Police
Venezia, 23 giugno 2008- "No, oggi 'Holiday in Spain' non possiamo proprio cantarla". Ieri all'Heineken Jammin' Festival il primo accenno ad una serata molto speciale è arrivato metà pomeriggio per bocca del cantante Adam Duritz, lesto a depennare dalla scaletta dei Counting Crows la canzone che avrebbe potuto suonare come una provocazione alle orecchie del pubblico in attesa che le immagini di Italia-Spagna irrompessero sui maxischermi del palco addossato al panorama riarso dal sole di una Venezia rosseggiante.
Poi, è stata la volta di Baustelle, Stereophonics, Alanis Morissette, e finalmente degli Azzurri. A seguire i Police, arrivati attorno alle 20 (ma si trovavano in città dalla sera precedente, Copeland e Summers arrivati con volo privato da Belfast, mentre Sting da Bologna dove era intervenuto come testimone al matrimonio del flautista Andrea Griminelli) e subito chiusi in camerino dotato di televisore al plasma. Poi avrebbero celebrato il loro addio, si scioglieranno in agosto (senza troppi rimpianti, ma 200 milioni di dollari in più sul conto corrente) dopo l'ultimo valzer al Madison Square Garden di New York. Un viaggio in bilico tra 'Message in a bottle' e 'De doo doo doo de daa daa daa', tra 'Roxanne' e 'King of pain' senza nostalgia, ma la voglia di cavalcare ancora un po' l'onda di un passato che non passa.
Due ore prima, mentre a Vienna risuonava già l'inno di Mameli, Alanis Morissette sembrava non volerla smettere più di cantare la sua 'Thank you' incurante dei tricolori al vento e delle mani che la salutavano con trepidante insistenza. Alla fine la diretta è cominciata con otto minuti di ritardo. D'altronde valla a spiegare la passione per il calcio ai canadesi. Alanis ha traversato le inquietudini del suo ultimo album 'Flavors of entanglement', senza tralasciare 'Han in pocket', 'Ironic' o 'You oughta know'.
Sul palco di una tra le più fortunate edizioni della Woodstock della birra buon succeso pure per i Baustelle, che il 4 luglio apriranno pure il concertone di Ligabue al 'Meazza' di Milano e il 25 interverranno al Festival Gaber di Viareggio.
"Per noi che veniamo dai club e siamo abituati a suonare per un pubblico tutto nostro, dover conquistare la platea di un festival è stata un bella impresa" spiega il chitarrista della band toscana Francesco Bianconi. "Su un palco grande come quello di Venezia, davanti al mare di facce, abbiamo scoperto che l'unica soluzione per rimanere calmi è non guardare giù". Alla Cittadella del Carnevale di Viareggio le cose andranno un po' meglio. "Canteremo 'Latte 70', un pezzo di culto del repertorio gaberiano attinto dall'album 'I borghesi' che segna il passaggio dalla musica leggera al teatro-canzone".
E ora il Jammin' guarda avanti, pensando già alla prossima edizione. "Il nostro obiettivo -- spiega Roberto De Luca, organizzatore della rassegna -- è far sì che la gente venga a questo Festival indipendentemente dalla musica". Massimo Venturini, presidente della municipalità di Mestre, sogna U2 e Zeppelin, ma il gruppo di Bono non fa festival e quello di Plant rimane il sogno proibito dell'intero empireo rock. Più probabile l'arrivo degli Ac/Dc, se decideranno di agganciare qualche data estiva al tour che tra gennaio e febbraio li vedrà transitare nei palasport.
© Quotidiano.net di Andrea Spinelli
2008-06-22 VENICE: Heineken Jammin Festival / Il Gran Finale: The Police...
Il Gran Finale: The Police...
Se il Paese intero fosse stato sul pratone del Parco San Giuliano di Venezia - Mestre, avrebbe probabilmente superato velocemente la cocente delusione provocata dall'eliminazione dell'Italia agli Europei di Calcio. Non sono passati neppure 10 minuti dall'ultimo rigore tirato, che in arena si sentono chiare e forti le note di 'Get Up Stand Up' di Bob Marley: non c'è tempo per lo scoramento, stanno per fare il loro ingresso in scena i mitici Police!
Sting, Stewart Copeland e Andy Summers sono tornati insieme senza mai formalmente sciogliersi nel gennaio 2007, provocando enorme emozione tra fan e addetti ai lavori. Il 'trio delle meraviglie' ha quindi celebrato i trent'anni trascorsi dalla pubblicazione del primo singolo 'Fall Out' con una serie lunghissima di concerti intorno al globo. Nel BelPaese sono passati lo scorso 2 ottobre - giorno del compleanno di Sting - per una data unica consumatasi allo Stadio delle Alpi di Torino di fronte a 65,000 spettatori. Questa sera all'Heineken Jammin' Festival 2008 sono presenti 25.000 anime o meglio - per dirla con Gordon Matthew Sumner (vero nome all'anagrafe dell'aitante bassista e cantante) - "50,000 mani". Le sue prime parole nel nostro idioma sono pronunciate nel bel mezzo di 'Message In A Bottle': "Ciao Venezia". Ma subito dopo - mentre 'Walking On The Moon' fa dondolare la folla - si rammarica con i tifosi: "Mi spiace Italia..." E riparte la festa: 'Every Little Things She Does Is Magic' è vibrante come se non fosse passato un solo secondo dai 27 anni post-pubblicazione, si balla felici e si dimenticano i palloni parati da un portiere spagnolo. Con 'Wrapped Around Your Finger' ci si prende un momento di calma, ma la bolgia ludica torna immediatamente con 'De Do Do Do, De Da Da Da'.
176 anni in tre e non sentirli. Una magia che pare destinata a interrompersi per sempre: si dice infatti che lo show in programma al Madison Square Garden di New York City il prossimo 7 agosto metterà la parola 'fine' sull'avventura dei Police. Se fosse vero - e se questa verità significasse 'per sempre' - allora questa dell'HJF 08 potrebbe essere stata l'ultima occasione per vedere il gruppo dal vivo in Italia.
Dal momento in cui questo che stai leggendo è l'ultimo bollettino di mtv.it in diretta dalla laguna, non possiamo che ringraziare Milano Concerti e Heineken Italia per aver fatto in modo che la Storia del Rock passasse anche da noi: si può essere felici anche se non vinceremo gli Europei!
THE POLICE
HJF SETLIST
Message In A Bottle
Walking On The Moon
Demolition Man
Voices Inside My Head / When The Is World Running Down
Don't Stand So Close To Me
Driven To Tears
Hole In My Life
Every Little Thing She Does Is Magic
Wrapped Around Your Finger
De Do Do Do, De Da Da Da
Invisible Sun
Can't Stand Losing You
Roxanne
King Of Pain
So Lonely
Every Breath You Take
Next To You
© MTV Italia